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Terzo capitolo dell’analisi elettorale delle elezioni amministrative 2012.
In questa parte dell’analisi sono state fatte le differenze tra i voti presi dai partiti nel 2012, nella seconda e terza colonna, e quelli presi nel 2010 (2009 nei casi in cui non si è votato nel 2010), nella quarta e nella quinta. Entrambi questi dati comprendono i voti delle liste civiche, redistribuiti proporzionalmente tra i vari partiti in maniera analoga a quanto fatto nei post precedenti. Il campione è sempre lo stesso: comuni capoluogo e comuni non capoluogo sopra i 30 mila abitanti.
Nella settima e nell’ottava colonna è riportata la differenza in termini di voti e di percentuale tra le colonne del 2012 e quelle 2009-2010. È importante sottolineare che in termini di voti assoluti, essendo l’affluenza alle comunali maggiori, i partiti sono andati meglio di quanto non lo siano in percentuale; è più significativa in questo caso la variazione percentuale.
Per ridurre l’errore nelle ultime due colonne è stata calcolata sempre la differenza tra 2012 e 2009-2010, correggendo però i dati del 2009, nei quali l’affluenza nel campione era stata molto bassa. I voti del 2009 sono stati aumentati proporzionalmente in modo da raggiungere un affluenza simile a quella del 2010, ottenendo un campione più omogeneo. La differenza rispetto ai dati non corretti è comunque poca.
Infine sottolineo anche stavolta che il campione non è geograficamente omogeneo poiché rappresenta solo una parte dei comuni nazionali (ad esempio la Sicilia nel campione ha un peso quasi triplo rispetto a quello nazionale), inoltre non considera i piccoli comuni.
Una proiezione a livello nazionale verrà pubblicata prossimamente nella quarta e ultima parte dell’analisi.
Stavolta i numeri parlano da sé per cui credo che non ci sia bisogno di ulteriori commenti sui partiti
Per critiche, domande, dubbi, potete chiedere nei commenti
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Sidro
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