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Quando si guarda
al nazismo si pensa ad un fenomeno politico esploso all’improvviso, violento ed
estraneo alla società civile tedesca: una sorta di virus che infettò la Germania
e che col tempo fu debellato. Così facendo si tenta di renderlo alieno dalla natura umana,
ma la realtà è più complessa.
L’unico modo
per evitare il ripetersi di fenomeni simili è analizzarli senza pregiudizi
morali o politici, e questo è quello che cercheremo di fare.
Uno dei falsi miti da sfatare sul conto del NSDAP (Partito
Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori) è che abbia preso il potere
inaspettatamente, in un improvviso momento di follia e disperazione
dell’elettorato.
Le origini
del consenso del NSDAP affondano nella crisi iperinflazionistica del 1922-23,
nel progressivo sfaldamento dell’elettorato dei partiti tradizionali della
debole repubblica di Weimar e nell’instabilità politica, tutti processi già in atto
dagli inizi degli anni ’20. Molti anni prima del primo governo Hitler (1933).
