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Sbaglia chi crede di poter liquidare il movimento NO-TAV come il mero diniego pretestuoso di una comunità di vetusti valligiani a un’opera che a detta del grande circo mediatico dovrebbe servire allo sviluppo del paese. Ne tantomeno si può delegittimarlo come semplice espressione del tanto inflazionato effetto nimby. Anzi è assai probabile che si sappia più di Tav Torino-Lione in Val di Susa che non nei comodi salotti di cittadini distanti spesso un po’ distratti e ammaestrati da partiti, vulgata o ideologia nella loro supponenza a dare addosso al villico che si oppone con tutte le sue forze alla forza dello stato, del partito, del governo.

