venerdì 11 giugno 2010

Le nuove stelle della politica italiana - Nicola Zingaretti


E’ a capo della giunta provinciale di Roma da due anni ma in tanti lo vedono già proiettato sulla poltrona più alta del Campidoglio. Il politico in questione è naturalmente Nicola Zingaretti, fratello del più famoso ed apprezzato Luca, celebre nei panni dell’immarcescibile commissario Montalbano. Nato l’11 Ottobre 1965 a Roma, il bonario Nicola si avvicina per la prima volta all’associazionismo laico e di sinistra nel 1982 quando a diciassette anni prende parte al movimento per la pace. Nel 1981 viene eletto segretario nazionale della Sinistra giovanile mentre l’anno successivo arriva il grande balzo con l’entrata in consiglio comunale. Fondatore dell’associazione di volontariato antirazzista “Nero e non solo”, impegnata nelle politiche dell’immigrazione e per una società multietnica e multiculturale, si occupa assiduamente di ambiente e sviluppo sostenibile in qualità di membro del consiglio comunale. Sono anni di forte impegno in difesa della legalità e contro la mafia, a cominciare dall’organizzazione di numerose iniziative in memoria di Falcone e Borsellino, fra cui il primo campeggio giovanile antimafia a San Vito Lo Capo. L’allora dirigente diessino ricopre la carica di presidente dell’Unione internazionale della gioventù socialista nonché vicepresidente dell’Internazionale socialista. E’ in questa veste che il consigliere comunale diessino ha l’occasione di vivere in prima persona alcune fra le più significative vicende politiche degli ultimi anni, contribuendo a ricostruire la rete con i partiti e le organizzazioni giovanili democratiche e progressiste in Bosnia Erzegovina all’indomani della firma degli accordi di Dayton, stipulati nel Dicembre del 1995. Il rampante Nicola viene inoltre nominato rappresentante del comitato delle Nazioni Unite per l’anno mondiale della Gioventù ed interviene, con non poca emozione, all’Assemblea generale dell’Onu. Tra il 1998 e il 2000 è il responsabili delle relazioni internazionali presso la direzione nazionale dei Ds mentre nel 1998 organizza a Milano il congresso dei socialisti europei. Nel 2000 diventa segretario della Quercia a Roma e l’anno seguente è fra i più convinti sostenitori della candidatura di Walter Veltroni a sindaco di Roma. Risale al 2004 la sfida per la conquista di uno scranno al Parlamento europeo. Inserito nella lista “Uniti nell’Ulivo”, l’aspirante deputato europeo corre nella circoscrizione Italia centrale non risparmiandosi in una battaglia impegnativa, durante la quale macina chilometri su chilometri fra il Lazio, le Marche, la Toscana e l’Umbria. Alla fine la campagna elettorale si conclude nel migliore dei modi : forte delle 213mila preferenze conquistate sul campo, Nicola Zingaretti viene eletto eurodeputato e, nel corso della prima riunione della delegazione italiana, viene scelto come presidente del gruppo. Membro delle commissioni Affari legali e Mercato interno e protezione dei consumatori, l’ex segretario romano dei Ds entra a far parte delle delegazioni interparlamentari per i rapporti con Israele e la Penisola Coreana nonché degli intergruppi parlamentari Volontariato, Disabilità, Diritti delle persone omosessuali e Tibet. Relatore della direttiva “Sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale”, riesce inoltre a far approvare un progetto legislativo che per la prima volta introduce sanzioni penali uniformi in tutti gli stati membri dell’Unione europea. La direttiva attribuisce sanzioni penali per i contraffattori che importano merci illegali e pericolose dai Paesi extra europei. Proprio l’approvazione della direttiva porta l’onorevole Zingaretti ad avere il riconoscimento dell’Herald Tribune e la nomination al Mep Award, il prestigioso riconoscimento che viene attribuito ogni anno ai deputati europei più meritevoli. Il 18 Novembre del 2006 viene eletto al primo turno segretario dell’Unione regionale del Lazio dei Democratici di sinistra. Un incarico al quale il neo segretario si dedica con passione, continuando a svolgere allo stesso tempo l’attività di eurodeputato ma decidendo di dimettersi da presidente della delegazione. La riconferma alla guida dei Ds del Lazio giunge nell’Aprile 2007. Ds e Margherita si fondono dando vita al maggior partito di centrosinistra italiano. La stella nascente del Pd decide allora di candidarsi alle primarie per la scelta del primo segretario laziale democratico e vince ottenendo ben l’85% pari a 282mila voti. Una nuova, importante sfida è rappresentata dalle elezioni per il rinnovo della giunta provinciale della Capitale. E’ lui l’alfiere chiamato a confermare una delle province più strategiche governate dal centrosinistra. Al primo turno il candidato del Pd arriva al 46,9%, davanti ad Alfredo Antoniozzi, espressione del Pdl, al 37,1%. La vittoria arriva al secondo turno, quando riesce ad imporsi sull’avversario con il 51,5% dei consensi contro il 48,5% dell’eurodeputato eletto nelle liste di Forza Italia. “Sarò il presidente di tutti – scandisce subito dopo la proclamazione della vittoria – di coloro che mi hanno votato e di coloro che non lo hanno fatto perché le istituzioni non sono di parte. La mia squadra di governo manterrà gli impegni, rispetterà il programma e avvierà una straordinaria stagione di modernizzazione ed innovazione di Roma e della sua vasta area”. Volto pulito, umorismo da romano doc, in vista delle elezioni comunali di Roma è proprio il suo il nome più gettonato fra le fila del centrosinistra, desideroso di tornare a vincere in una città simbolo, la cui sconfitta resta tuttora una ferita ancora aperta.

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