Vi invitiamo a diventare nostri fan su facebook, cliccando qui
Follow @BiDiMedia
Comments
Rubrica storico-elettorale (vol.2, qui l'introduzione)


“Piove
Governo ladro!”
La
celebre espressione accompagna tutta la storia politica italiana.
Originariamente
fu ideata dal caricaturista Casimiro Teja nel 1861 come didascalia ad una
vignetta di commento al fallimento di una dimostrazione mazziniana guastata
dalla pioggia.
Fu
poi citata ironicamente da Gramsci in uno scritto polemico sui costumi
dell’epoca e annotata nel Grande Dizionario della Lingua Italiana: “L’avevo
detto io, piove Governo ladro!”.
Questo
sfottò viene indirizzato contro i qualunquisti fin dall’Unità d’Italia.
Eppure
Gramsci non avrebbe potuto usare il termine “qualunquismo”.
Infatti
dobbiamo il termine ad un giornalista e commediografo napoletano del
dopoguerra, Guglielmo Giannini. Non perché abbia studiato e analizzato il
fenomeno fino a riassumerlo in una definizione, ma perché diede voce a questo
sentimento politico nelle pagine del suo giornale: “L’Uomo Qualunque”.
L’UQ
fu un settimanale fondato nel 1944 da
Giannini, un talentuoso giornalista di estrazione liberale, che seppe cogliere
con grande abilità l’esasperazione della classe media. Di fatti il ceto medio
italiano del dopoguerra, stanco di una
politica instabile, affaristica e clientelare, desiderava ardentemente vivere
“l’american way of life”. L’UQ ebbe subito un successo straordinario: nei primi
3 giorni la tiratura fu di 80.000 copie che, nel maggio del ’45, sarebbero
diventate 850.000.
Una
diffusione impensabile in un’Italia in gran parte ancora analfabeta.
Il
giornale si distinse immediatamente per una rubrica di gossip politico, "Le
Vespe”, e per una feroce satira “anti-politica”. Grazie ad un organo d’informazione
così potente Giannini riuscì a guadagnarsi un notevole consenso politico.